Addio Chunky Rice

Una riflessione sorge guardando un poster che sembra decisamente quello di una casa farmaceutica ma che si rivela essere quello di una scuola superiore. Una riflessione sorge da un pensiero sulle scuole superiori (e da un poster a due colori).
Guardate che meraviglia questo sito. Si tratta di un fumettista, un romanziere, un artista. Si tratta di una delle persone che più è riuscita a farmi piangere a distanza. Si chiama Craig Thompson. Ho letto alcuni dei suoi graphic novel e ho desiderato con tutta me stessa di riuscire un giorno a comunicare con quell’intensità. Ho desiderato essere così aperta. Aperta ai cambiamenti che ci investono ogni giorno e aperta nelle decisioni che dobbiamo prendere, per quanto faticose a volte, come quelle che affrontano i personaggi di “Addio Chunky Rice“. Ma soprattutto aperta mentalmente. Non è un copy, non è un art. Ma si dedica ai lay-out e controlla i punti. Soprattutto arriva diretto agli occhi alla mente e al cuore. Forse vale davvero la pena di lottare per arrivare a fare un lavoro che ami.

1 Comment

  1. Michela says:

    Incredibile. davvero incredibile. questa pazza si mette a raccontare quella scena terribile.
    Le metto in mano quel fumetto dicendole: “Per l’amor del cielo, non rovinarlo, se no il padrone mi spezza le braccine. Non aprirlo troppo. Sfoglialo delicatamente”.
    Vado in doccia.
    Quando ritorno in camera trovo lei che piange come una pazza attenta che le lacrime non bagnino il fumetto.
    Una scena davvero da oscar.
    Beh, un ringraziamento a chi ci ha fatto conoscere Chunky.

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