Ha ancora senso (questo) blog?

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All’inizio di ogni anno, quando impazza la guerra all’agenda più bella e tutti sembrano essere impegnati con pianificazioni dettagliate, scritture in bach di migliaia di post e altre amenità io guardo con sconforto questo blog e dico: è arrivato il momento di chiuderlo.

Questo piccolo spazio mi ha dato così così tante soddisfazioni

Mi ha aiutata, uscita dall’università, a trovare il mio primo lavoro. È stato il crocevia di incontri con persone che sono diventati grandi amici, altre persone si sono a loro volta incontrate qui sopra – e sposate addirittura! È stata una valvola di sfogo nei momenti di frustrazione, un blocco per gli appunti, un contenitore paziente e silenzioso di idee, riflessioni, aspirazioni.

Ci sono maledettamente affezionata. Allora perché ci scrivo un post all’anno? Questa volta ho deciso di raccontarvelo.

3 motivi motivi per cui penso che sarebbe il caso di chiudere

1) L’hanno già detto

Tutto è già stato detto, scritto, condiviso; in forme più chiare, complete, piacevoli di quelle che potrei trovare io; da persone più autorevoli, preparate o creative di me.

Vivendo io per prima la prepotente sproporzione tra contenuti e tempo e attenzione disponibile sono diventata sempre più insofferente verso tutte le fonti di contenuti poveri, rumorosi, ridondanti. È lo stesso motivo per cui non solo sul blog, ma anche sui social network, recentemente ho tenuto un profilo così basso e condiviso pochissimo.

Devo dare qualcosa in più, mi dico. Ma ho messo l’asticella così in alto che è impossibile raggiungerla. E dopo aver passato tutti questi anni a lavorare su testi e messaggi per dar voce agli altri – autori, aziende – mi sembra di far fatica a ritrovare la mia.

2) L’entusiasmo è svanito

Quando ho aperto questo blog, oltre un decennio fa, il panorama della comunicazione online in generale e sui social media in particolare era diverso.

Pieni di ingenuo entusiasmo, in tanti pensavamo che i mercati sarebbero diventate conversazioni, che la Rete avrebbe scardinato le vecchie logiche, che avremmo potuto fare la differenza con un marketing più utile e vicino alle persone. Oggi sappiamo che le cose sono andate un po’ diversamente, lo spiega benissimo gluca in Confessioni sui social di un marketer disillusotutto  è cambiato, ma in fondo niente è cambiato.

Ma al di là del settore in cui lavoro, mi guardo attorno e vedo la Rete come terreno di una polarizzazione sempre più violenta, miope. Fake news, odio e flame sono ovunque. Il 2018 mi sembra sia stato l’anno in cui tanti, anche tra i non addetti ai lavori, hanno esaurito l’ottimismo.

3) Perché farsi lo sbatti di condividere? Non lo fa più nessuno

Condividere solo per il gusto di farlo, per confrontarsi con gli altri, mettersi in discussione e imparare è faticoso.

Non voglio, non ho bisogno, di scrivere qui sopra per promuovere me stessa, né nient’altro.

È vero questo blog ha avvicinato a me persone che hanno apprezzato il mio modo di fare le cose e questo mi ha portato benefici sotto il profilo professionale, ma è stata la conseguenza e non la causa della mia scrittura.

La cartella del mio feedreader (sì, uso ancora feedly) si è ormai completamente prosciugata. È difficile trovare spazi in cui confrontarsi professionalmente in maniera autentica e diretta.

Mi sembra che chi “pratica”, chi fa questo lavoro tutti i giorni non abbia tempo/voglia/motivazione per raccontarlo e chi invece pubblica, spesso lo faccia per mestiere. Naturalmente ci sono casi diversi, persone che si prendono la briga di raccontare il loro lavoro, ma mi sento di dire che sono una sparuta minoranza.

3 motivi per cui forse vale la pena provarci

1) Scrivere ti obbliga a mettere a fuoco le idee

Tirare fuori i pensieri dalla testa e fissarli in parole scritte è sempre un esercizio utile. La pratica quotidiana rende più chiara la visione, più naturale la tua voce, più precise e affilate le parole.

2) Scrivere è un modo per concentrarsi su quello che si ama

Fare quello che ci piace è maledettamente bello. Dovremmo tutti farlo più spesso. Scrivendo possiamo lasciare un attimo da parte la todo list e raccontare cosa ci sta appassionando.

3) Scrivere è un modo per dare un – piccolo – contributo

Scrivere vuol dire diffondere gli argomenti, i temi, le domande e i dubbi che pensi dovrebbero circolare. Puoi, nel tuo piccolo, alimentare l’ecosistema con quello che pensi essere un contributo sano “alla conversazione”, passatemi la citazione nostalgica dài. Certo, scrivere quando si è carichi di entusiasmo è facile. Continuare a farlo quando quello che vediamo non ci piace vuole dire fare un grande sforzo per combattere l’apatia.

E poi, come dicevo all’inizio:

scrivere online ti permette di incontrare persone

Sconosciuti che ti criticano, persone così agli antipodi che ti fanno piangere di rabbia, ma anche nuovi amici, colleghi o semplici compagni di stories.

Ci riuscirò? Non lo so. Ho molti dubbi. Ma mi piacerebbe provare a ricominciare da qui. Da quello che per me più si avvicina a uno spazio personale, senza piani editoriali, programmi o secondi fini.

Scrivere e basta.
E vedere l’effetto che fa.

10 Comments

  1. Flavia says:

    Io sto pensando di tornare a scrivere, ma su LinkedIN più che su un blog.

    1. Federica says:

      Sì, LinkedIn è perfetto per questi scambi anche perché ha tutti gli strumenti che servono! Però sono affezionata all’idea di avere un spazio i cui contenuti appartengono a me e nessun altro.

      Flavia, scommetto che sei una compagna di feedreader LOL

  2. Domenico says:

    che belle righe federica e ti scrivo qui e non su fb, proprio per gli stessi semplici motivi :).
    Un abbraccio. Domenico

    1. Federica says:

      Grazie <3

  3. Non smettere mai di scrivere! 🙃

    1. Federica says:

      💪 Proverò a smettere di dare sempre priorità prossima allo zero a questo spazio

  4. Non smettere. Ci sono tanti che continuano a farlo. Dobbiamo solo fare rete e non rimanere delle isole nascoste.

    1. Federica says:

      Andrea che bello rileggerti!
      Grazie dell’incoraggiamento

  5. Scopro solo ora il tuo blog, su segnalazione di Domitilla. Questo spazio è tuo e soltanto tuo … e come ha detto giusto oggi Andrea:

    anche se la maggior parte di andrea.co è irrilevante, resta il mio personalissimo irrilevante.

    Nessuno ci obbliga a qualcosa nei nostri spazi. Non dobbiamo esserci. Non dobbiamo stupire. Scriviamo per metterci a fuoco, fermare un momento, seminare briciole come Pollicino. Fissare nel mare una boa, perché non sappiamo se e quando un naufrago la troverà … ma se la troverà per lui significherà non essere solo, trovare uno spirito affine. E poche cose nella vita sono belle in questo modo.

    1. Federica says:

      Grazie mille di essere passato a raccogliere queste mie disordinate bricioline…

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