Non tutti gli hashtag sono uguali

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Immagine di flickr.com/photos/markpollard | Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0

Il blog di Twitter dedicato ai media ha pubblicato un articolo interessante, sull’arte dell’hashtag. Non tutti gli hashtag infatti sono uguali. E nel caso di eventi, trasmissioni televisive, altre attività di comunicazione (o semplicemente quando è importante prestare attenzione al modo con cui i propri contenuti viaggiano nella timeline) scegliere un hashtag non è banale.

Ma cosa distingue un hashtag di successo da uno che verrà semplicemente travolto dal flusso dei tweet?

Una caratteristica importante riguarda il suo contenuto. Twitter sottolinea che spesso gli hastah più fortunati sono quelli che fanno appello a particolari universali.

La tentazione maggiore, quando si deve scegliere una parola chiave tentando di incoraggiare la conversazione, è quella di essere troppo generici. Ma temi troppo ampi non stimolano l’immaginazione nè suscitano immagini o ricordi particolari che possono essere condivisi tra le persone. Meglio quindi focalizzare l’attenzione su qualcosa di preciso. Tuttavia occorre stare attenti a non cadere nel pericolo opposto: termini eccessivamente specifici rischiano di limitare troppo il campo. Twitter consiglia:

A great hashtag needs a focus, but it also needs to be potentially universal—it needs to connects to an experience that’s broadly shared, like memory, personality, music, or food. That’s the universal particular.

Inoltre, per quanto possa apparire paradassale, spesso per emergere e diventare uno degli argomenti popolari, un hashtag deve uscire da Twitter ed trovare rinforzo in altri canali. L’esempio citato da Twitter è quello della trasmissione di MTV @106andPark. L’hashtag di riferimento viene mostrato all’inizio dello spettacolo. I messaggi degli utenti che lo utilizzano appaiono durante i video musicali.

@106andpark - L'hashtag è mostrato all'inizio della trasmissione.

@106andpark - I tweet con l'hashtag vengono mostrati durante i video

Ed effettivamente comunicare alle persone l’hashtag da utilizzare, specie in caso di eventi o live streaming è una buona norma non sempre rispettata.

Mi sarebbe piaciuto chiudere il post con qualche esempio italiano, ma un’integrazione strutturata dei media con Twitter mi sembra ancora piuttosto lontana dal realizzarsi. Casi interessanti, come quello di #Raiperunanotte infatti, sono essenzialmente nati dalla Rete. Sono tante le trasmissioni televisive che hanno account su Twitter e che vengono commentate in diretta ( da X Factor ad Anno Zero). Perché non incoraggiare una maggiore sinergia?

Le occasioni per spettacoli televisivi, giornali, libri (perché no?) e altri media non mancano perché gli hashtag, a modo loro, sono strumenti per creare comunità. Peccato non coglierle.