Il perchè di un nome

Ad alcuni di voi il nome “Le gatte di via Plinio” è particolarmente piaciuto. Ce ne rallegriamo . Dovete sapere che dietro a questo nome ci sono giorni e giorni di riflessioni e incertezze.
Vi racconto brevemente (?) com’è andata.

Ci propongono un lavoretto per la scuola superiore in cui la mamma di Fede insegna. Cominciamo facendo brainstorming al telefono e assemblando titoli e visual in diretta messenger fra un internet point in via Col di Lana a Milano e un bell’appartamentino a Casola Valsenio (Ra). Decidiamo che questo sbatti deve necessariamente essere non solo vagamente utile al nostro portfolio, ma anche alla nostra pubblica immagine. E così urge trovare un nome che ci identifichi da piazzare come mail sui manifesti.

La mia prima proposta è un banale, ma efficacemente informativo

Dardi&Ballardini

ma risulta essere un pelo troppo pretenzioso per due sfigate così. Sì, insomma, il tuo cognome lo usi quando ne vale davvero la pena, no?

Comincio a giocare con le iniziali dei nostri nomi e l’unica serie di iniziali che mi soddisfa è

FMDB

ma ci sembra ancor più tragicamente serio. Sembra la depandance della DDB o della BBDO. Vuoi mai che i loro clienti si sbaglino e contattino noi!

Penso ai nostri ultimi spostamenti: 3 anni a Bologna, 1 anno e 1/2 a Pesaro e un po’ di mesi a Milano. Fondo il tutto nella

BPM

Che, maledizione!, è già la Banca Popolare di Milano.

Di cosa siamo piene? Di speranze. E allora

HOP!

che suona come hope, ma fa anche incitamento al futuro. Peccato che ricordi così tanto la figlia di Brooke Logan in Beautiful.

Ma poi un’illuminazione. Cos’è che ci accomuna e che ci rende tanto orgogliose? Ovviamente le nostre origini romagnole. Con la parola Romagna si possono fare un sacco di cose. La leggi al contrario e diventa

ANGAMOR

La anagrammi un po’ e diventa

ARGAMON

ma la Fede comincia a schifarsi e a chiedersi quando mi sia appasionata al Signore degli Anelli e simili. E si schifa in un modo impressionante quando le propongo

MORGANA

Io le ribadisco più volte che la mamma di Dylan Dog ci porterà fortuna, lei è irremovibile. Dice che potrebbe andare bene per una merceria o per una casa di appuntamenti. Uff!
Allora le propongo una serie interminabile di nomi idioti che iniziano con la Y (che piace tanto a Fede) con relativi commenti:

yah = puah! (fico, adoro darci delle merde)
yuk = vedi sopra
yack = chiacchierare, ciarlare e poi sono anche le risate e quelle pause che si fanno per far ridere il pubblico
yantsy = su di giri, eccitato
yeah
yen = non è solo la moneta giapponese, ma anche l’ardente desiderio, la gran voglia
yep = sì
yoo-hoo = grido per attirare l’attenzione
yuppy o yuppie = che deriva da Young Urban Professional, giovane professionista di città
jinx = iettatura, iettatore, menagramo (adoro sfidare la sorte)
jollify = fare festa, baldoria, rallegrare, tenere allegro

La mia adorabile art è sempre più sbigottita. Vede qua e là qualcosa che potrebbe piacerle, ma solo se fosse sotto l’effetto di stupefacenti e così, mentre sto facendo aperitivo, mi arriva l’sms che apre la strada a questo blog:

“Michi. [quando deve dirmi qualcosa che devo prendere sul serio comincia sempre gli sms con il mio nome] ho trovato! Ci chiamiamo Le gatte di via Plinio”.
Mi piace subito. Plinio è la via in cui abbiamo abitato insieme a Milano da aprile a settembre in un minuscolo bilocale in 4, con un bagno in cui si passava solo se ci si metteva di traverso e senza il bidè. Lì più volte ci siamo guardate attorno dicendo che ci sarebbe stato proprio bene un gatto. Visto che in quegli spazi ci saremmo potute permettere solo un gatto a due dimensioni, usiamo la fantasia e ci ritroviamo con 3 gatti, con una precisa fisionomia (i gatti hanno una fisionomia?) e un nome. E sono nati Elisondo, Gru e Sufi. Poi abbiamo collegato ogni gatto a una di noi Elisondo = Fede, Gru = Michi, Sufi = Polly (altra coinquilina) per scrivere una divertente storiella come saluto alla Sere (altra coinquilina) che tornava a casa a Pesaro salutando, per niente a malincuore, lo smog di Milano.

Ecco il perché de “Le gatte di via Plinio”.

6 Comments

  1. Elisondo says:

    …e hai omesso di dire la mia proposta migliore: marmotta : |

  2. Michela says:

    è vero!!!! chiedo venia! un’altra proposta della Fede è stata MARMOTTA perchè le piaceva tanto il suono di questa parola. ma dico? Marmotta??? Lì, ho posto io il veto! Marmotta???

  3. Saseko says:

    Scusate se mi intrometto, ma Dardi&Ballardi è stato escluso per picco d’orgoglio della copy.
    [N.d.R.]
    Per amor di cronaca.

  4. Michela says:

    ehmbè! sì, l’ho scartato! sono io che porto avanti il mio cognome, mica posso storpiarlo!

  5. Marcoooo says:

    casola valsenio? e come conosci quel buco?

  6. Elisondo says:

    Sono (ero?) una tra i rarissimi abitanti.

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