Pubblicità e censura.

Eccola la campagna dello scandalo.
L’annuncio a stampa di D&G che il Ministro delle Pari Opportunità Pollastrini ha denunciato allo IAP per violazione degli articoli 9 e 10 del Codice di autodisciplina pubblicitaria (qui il comunicato ufficiale del Ministero).
via: Spotanatomy

Cosa ne pensate?

Curiosamente, proprio stamattina ho trovato anche questa interessante discussione su VeroxBrain sul ruolo e sul valore della provocazione in pubblicità. Il post prende spunto da questa campagna censurata di Oliviero Toscani proposa nel 2005.

Campagna diventata anche la copertina del libro “Homofobicus” scritto a 4 mani da Oliviero Toscani e Marco Rubiola del quale vi lascio una gustosa citazione:

“[…] Senso civico a mille, uomini e donne, etero e gay, destra e sinistra, genitori e figli, vincitori e vinti, tutti si sono presi la briga, e di certo il gusto, di dire la propria. Questo è il potere delle immagini, che ci invadono, ci circondano, ci osservano e qualche volta, per fortuna, ci scioccano. E questo è il potere delle e-mail, che sfrecciano e per direttissima sentenziano opinioni nude e crude, così come vengono davanti allo specchio, o al monitor, senza la complicazione di dover guardare in faccia l’interlocutore. Fatto sta che si snocciola un’orda infinita e variegata di interrogativi e soprattutto di esclamativi. Le squadre sono subito fatte: chi grida allo scandalo e invoca la censura, chi sente aria di censura e grida allo scandalo. In quella palpata c’è in gioco il futuro. […]”
Marco Rubiola

5 Comments

  1. Damiano says:

    Sai cosa manca ai ragazzi che guardano la scena di peseudo-sesso nella pubblicità di Dolce e Gabbana? Il cellulare in mano per riprendere la scena…già me li vedo che filmano tutto e mettono i video dell’amico con la tipa su youtube…

    Ovviamente sto scherzando… 😀

    Questa pubblicità comunque non mi piace ma non solo perché sembra che la donna stia per essere violentata da un’orda di belloni unti&bisunti ma perché sinceramente non ci trovo niente di accattivante e originale. La guardo e penso che non c’è niente di nuovo sotto il sole.
    Ma io sono solo uno studente di Agraria…. 😉

    Di tutt’altro stampo la pubblicità del forno-topo, del tavolo-ragno e della tv-blatta. Efficaci e soprattutto simpatiche. Magari fossero tutte così!
    Un saluto prolisso,
    Damiano

  2. Elisondo says:

    Aggiornamenti su questa campagna censurata su

    http://www.spotanatomy.info/index.php?title=dolce_gabbana_iap_pollastrini_ministero_1&more=1&c=1&tb=1&pb=1

    Damiano, anche a me non piace particolarmente. Non dice niente di nuovo. Però ha un paio di pregi li ha: 1. fa parlare di sè 2. cerca, non sono convinta che ci riesca, di essere attuale. E sono in pochi oggi in pubblicità (per non parlare della moda) quelli che anche solo ci provano.

  3. andrea says:

    bene o male, l’importante è che se ne parli.

    è questa l’idea di fondo quando dici “fa parlare di sè”?
    se passa questo come approccio alle cose – e non solo pubblicitariamente parlando – allora siamo alla frutta…
    no?

  4. Elisondo says:

    Beh, mi pare molto chairo che la logica che si è imposta ormai è quella.

    E non solo in ambito pubblicitario, pensa al giornalismo!

    E’ la comunicazione che fa muovere il mondo. E questo non è nè giusto nè sbagliato. E’ semplicemente un dato di fatto.

  5. A me non sembra che ci sia violenza. La donnina suitacchi sembra perfettamente a suo agio tra i bamboccioni tiurati a lucido.. A me sembra solo un tantino scontata e per nulla interessante la scena proposta. Insomma, non c'è nessuno slancio. A me.
    Marco Ruba (quello di Homofobicus). Ciao gatte.

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