Un appello: basta UGC

Stamattina ho ricevuto questa DEM.

Leggo il testo:

Iscriviti al concorso e carica la tua immagine, puoi vincere un viaggio nella tua città preferita

E penso: mandare una foto a Garnier Pure? ma che tipo di foto? Non vorranno mica le foto dei miei brufoli? Incuriosita “clicco li per saperne di più” e mi ritrovo in questo mini sito, rigorosamente in flash.

Istruzioni su cosa debba fare, non ne trovo. Scopro solo dopo attenta osservazione che quello che mi si richiede è di mettere la mia faccia su un finto manifesto scegliando tra varie location. Quella che riceverà più voti da parte della “community” vincerà il viaggio nella città selezionata.

Tralasciando il fatto che trovo che l’iniziativa non dia assolutamente niente a noi poveri consumatori, mi chiedo: cosa dà al brand? Qualcuno ha voglia di spiegarmelo?

Un appello a tutte le agenzie di pubblicità e ai reparti marketing. Vi prego, fatevi passare la mania dell’user-generated content gratuito.

4 commenti Un appello: basta UGC

  1. rperaboni 1 ottobre 2009 alle 11:05

    Vista dal punto di vista dell'agenzia la situazione è più o meno la segunete: il nostro cliente viene a sapere dal suo centro media che il target di riferimento della campagna per la maggiorparte del tempo passa il tempo su internet, sui social network, si diverte a condividere le sue foto e a commentare quelle degli amici.
    Cosa fa il reparto marketing?
    Chiede: mettiamolo anche noi nel nostro sito, che tanto è vuoto!
    L'Agenzia magari fa spallucce, cerca di rendere il sito accattivante, si becca due o tre bocciature ai piani più carini tenendo solo quelli molto basic (e molto poco interessanti).
    Poi si inserisce in timing una non ben precisata attività di seeding, che spesso viene mal interpretata dai direttori clienti, dai direttori creativi e quant'altro…
    I risultati sono quelli, osceni, che citi tu nel pezzo, perchè di come ci si dovrebbe relazionare con l'utente online le aziende e le agenzie sanno ancora (troppo) poco

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  2. Marilù 6 ottobre 2009 alle 10:04

    Dal punto di vista azienda direi che mi suona molto famigliare… Sarei curiosa di sentire i commenti dell'agenzia in questione, che sono certa rivenderà il progetto come un caso di successo!
    In ogni caso vorrei spezzare una lancia a favore dell'azienda; prima di giudicare il risultato forse bisognerebbe chiarire quali sono state le premesse, il budget, il taregt, l'obiettivo… L'iniziativa del rsto non è tanto un'iniziativa di SMM quanto un concorso con una veste un po' più multimediale e può darsi che fosse esattamente quello che l'azienda voleva?!

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  3. womarketing 19 ottobre 2009 alle 20:30

    In questo caso mi sembra veramente mal riuscita la campagna, ma non capisco cosa intendi quando dici basta UGC. Potrei citare dei casi in cui le campagne sono ben strutturate e in linea sia con il prodotto, sia apportano un valore aggiunto agli utenti. Come te non credo molto ad una campagna UGC quando non ben strutturata, ma non credo che sia impossibile creare delle operazioni di successo. Mi viene in mente una campagna HP gestita da Isobar Francia e Ford Fiesta gestita da We Are Social. Ovviamente i casi che ti ho citato sono tutti integrati da attivività nei social media molto più ampie.

    Concordo con le considerazioni di @rperaboni.

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  4. alessia 4 dicembre 2009 alle 22:08

    Sinceramente apprezzo la concretezza e l'immediatezza del tuo giudizio. Perchè un consumatore o anche un semplice utente, credo finirebbe per pensare lo stesso (almeno 1 su 3!). Penso anche che negli ultimmissimi anni si sia sviluppata una corsa alla partecipazione da parte delle aziende per cui tutte cercano disperatamente di avere uno spazio "attivo" in rete, ma non sempre poi dimostrano la capacità di gestire il progetto o di trarne vantaggio. Credo che Rperaboni colga proprio il punto quando dice che pur di riempire uno spazio vuoto ci si lanci in progetti mal strutturati..
    purtroppo di relazione, attenzione e risultato credo ce ne sia ancora poco!

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